Giuseppe Genta  giornalista  in viaggio...               

 

 

 
 Peccati di Gola ... un naufragio annunciato
 
Domenica sera ho avuto modo di visitare nella Cittadella " Galliano " di Mondovì Piazza la manifestazione Peccati di Gola e mi è sembrato di essere su di una barca in tempesta che imbarcava è il caso di dire acqua da ogni parte.
Mi chiedo come si possa organizzare una manifestazione a cavallo tra il mese di ottobre e quello di novembre senza pensare minimamente che si potrebbe incappare nel brutto tempo, e quindi prevedere che in caso di pioggia si dovrebbe predisporre un percorso della fiera alternativo totalmente al riparo, magari ridimensionando il percoso o utilizzando al meglio gli spazi a disposizione, giusto per fare un esempio la sala esposizione riservata ai " trifolai " era decisamente troppo grande per quello che avevano da proporre.
Per la cronaca sono arrivato all'ingresso della fiera intorno alle 19 e già il primo impatto non è stato dei migliori considerato che la biglietteria era completamente allo scoperto per cui da quel momento in avanti ho avuto subito ben chiaro che cosa mi avrebbe aspettato da lì in avanti, acqua, acqua e nient'altro che acqua.
Forse tutto sommato visto il tempo inclemente, sarebbe stato meglio consegnare ai visitatori all'ingresso un ombrello anzichè il bicchiere da degustazione anche perchè un visitatore che si recava per la prima volta in visita mai si sarebbe potuto sognare che per visitare la fiera avrebbe dovuto fare un continuo dentro e fuori sotto la pioggia incessante.
Mi sono infatti trovato a dover seguire un percorso completamente disarticolato, non lineare e con continue uscite obbligate all'aperto ( per passare da una zona all'altra della fiera ) dove imperversava un autentico diluvio.
Certamente non è imputabile agli organizzatori il maltempo, ma il non aver trovato soluzioni alternative alle docce cui sono stati sottpoposti i visitatori, dimostra una scarsa capacità organizzativa ed una discreta dose di negligenza, se si considera che i pavimenti delle zone coperte erano completamente pieni di acqua e di conseguenza resi dalla stessa alquanto sdrucciolevoli ( e non mi meraviglierei che qualche visitatore sia finito con il fondo schiena per terra ).
La sala delle zuppe, posta nel cortile del piano superiore, sotto un tendone circolare alle ore 21 trasmetteva al primo colpo d'occhio una sensazione simile a quella che si pecepisce nelle tendopoli rifugio degli alluvionati, una ventina di persone che consumavano un piatto di minestra caldo, sparsi a chiazza di leopardo intorno ai quei pochi tavoloni da sagra che non venivano bagnati dalla pioggia che cadeva dal soffitto del tendone.
Per il resto non entro nel merito delle degustazioni offerte con i ticket consegnati insieme al biglietto d'ingresso, in quanto erano la perfetta fotografia del prezzo che veniva riconosciuto ad ogni singolo espositore, e cioè 0,30 centesimi a degustazione; e con tale cifra si poteva ricevere giusto un mezzo rubatà e una infinitesima scaglia di formaggio o nel migliore dei casi un 64esimo di teglia di normalissima focaccia o due belle bignole.
Chiudo con un ultima considerazione che riguarda i servizi igienici, è mia abitudine fare un giretto in questo locale a cui molti non danno importanza ma che solitamente è lo specchio dell'anima di una manifestazione, alle ore 21.15 si presentavano in uno stato a dir poco " terrificante ".
Mi auguro che l'edizione di quest'anno possa far riflettere gli organizzatori... magari già da oggi, a testa e mente asciutta, sul come non si deve e non si può presentare al pubblico una manifestazione di tale importanza.



Doubleg




  il pensierino della sera                       


 

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